SINODO DEI GIOVANI 2018: SINTESI DEL DOCUMENTO FINALE DEI GIOVANI.

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“Abbiamo puntato su temi come il ruolo della donna nella Chiesa nella società, i problemi della sessualità, gli aspetti positivi e negativi dei media, l’ecologia e abbiamo incitato la Chiesa a prendere posizione più chiaramente su questi temi. E comunque lo scopo del documento non è di prendere decisioni ma di fotografare ciò che pensano i giovani, anche quelli non credenti”.

Hanno risposto così gli estensori del documento scaturito dalla Riunione presinodale in vista del Sinodo sui giovani a chi chiedeva perché nel documento su alcuni temi sensibili, come aborto e contraccezione, fossero registrate due posizioni diverse.

Nel testo infatti si legge: “C’è spesso grande disaccordo tra i giovani, sia nella Chiesa che nel mondo, riguardo a quegli insegnamenti che oggi sono particolarmente dibattuti. Tra questi troviamo: contraccezione, aborto, omosessualità, convivenza, matrimonio e anche come viene percepito il sacerdozio nelle diverse realtà della Chiesa. Ciò che è importante notare è che, indipendentemente dal loro livello di comprensione degli insegnamenti della Chiesa, troviamo ancora disaccordo e un dibattito aperto tra i giovani su queste questioni problematiche. Di conseguenza vorrebbero che la Chiesa cambiasse i suoi insegnamenti o, perlomeno, che fornisca una migliore esplicazione e formazione su queste questioni. Nonostante questo dibattito interno, i giovani cattolici cui convinzioni sono in contrasto con l’insegnamento ufficiale desiderano comunque essere parte della Chiesa. D’altra parte, molti giovani cattolici accettano questi insegnamenti e trovano in essi una fonte di gioia. Desiderano che la Chiesa non solo si tenga ben salda ai suoi insegnamenti, sebbene impopolari, ma li proclami anche con maggiore profondità”.

“I giovani – si legge nella prima parte – sono profondamente coinvolti e interessati in argomenti come la sessualità, le dipendenze, i matrimoni falliti, le famiglie disgregate, così come i grandi problemi sociali, come la criminalità organizzata e la tratta di esseri umani, la violenza, la corruzione, lo sfruttamento, il femminicidio, ogni forma di persecuzione e il degrado del nostro ambiente naturale. Questi sono elementi di profonda preoccupazione nelle comunità vulnerabili in tutto il mondo.Abbiamo paura perché in molti dei nostri Paesi troviamo instabilità sociale, politica ed economica. Alle prese con queste sfide, abbiamo bisogno di inclusione, accoglienza, misericordia e tenerezza da parte della Chiesa, sia come istituzione che come comunità di fede”.

Nel testo affiorano anche grandi problemi, dal razzismo alle migrazioni, dalla pornografia al cyberbullismo, agli abusi in rete. Largo spazio viene dato anche al rapporto con la tecnologia. “Come in tutte le cose, un utilizzo sconsiderato può avere delle conseguenze negative. Mentre per qualcuno la tecnologia ha arricchito le nostre relazioni, per tanti altri ha preso la forma di una dipendenza, diventando un sostituto della relazione umana e persino di Dio. Nonostante questo, la tecnologia è ormai parte integrante della vita dei giovani, e come tale deve essere compresa. Paradossalmente in alcuni paesi la tecnologia, internet in particolare, è accessibile gratuitamente, mentre il sostentamento quotidiano e i servizi di base sono insufficienti. L’impatto dei social media nelle vite dei giovani non può essere sottovalutato. I social media sono una parte rilevante dell’identità dei giovani e del loro modo di vivere. Mai come prima, gli ambienti digitali hanno il potere senza precedenti di unire persone geograficamente distanti. Lo scambio di informazioni, ideali, valori e interessi comuni è oggi più possibile di ieri. L’accesso a strumenti di formazione online ha aperto opportunità educative per i giovani che vivono in aree remote e ha reso l’accesso alla conoscenza a portata di click.

Tuttavia, l’altra faccia della tecnologia si mostra nello svilupparsi di certi vizi. Questo pericolo si manifesta in forme come l’isolamento, la pigrizia, la desolazione, la noia. È evidente che i giovani di tutto il mondo stiano consumando in maniera ossessiva i prodotti multimediali”.

Altri rischi includono: “La perdita di identità collegata a una rappresentazione errata della persona, una costruzione virtuale della personalità e la perdita di una presenza sociale radicata nella realtà. Inoltre, i rischi a lungo termine includono: la perdita di memoria, di cultura e di creatività dinanzi all’immediatezza dell’accesso all’informazione e alla perdita di concentrazione legata alla frammentazione. Poi, esiste una cultura dominante dell’apparenza”.

Sulle donne si legge: “Ci sono dei grandi esempi di donne che hanno svolto il loro servizio in comunità religiose consacrate e rivestendo ruoli di responsabilità nel laicato. D’altro canto, per alcune giovani donne questi esempi non sono sempre visibili. Una domanda chiave emerge da queste riflessioni: quali sono i luoghi nei quali le donne sono in grado di prosperare all’interno della Chiesa e della società? La Chiesa può affrontare questi problemi con un vero confronto e uno sguardo aperto alle diverse idee ed esperienze”.

La seconda parte del documento parla di fede e vocazione, discernimento e accompagnamento. La terza infine dell’azione educativa e pastorale delle Chiesa. In particolare, in quest’ultima parte, i giovani chiedono “una Chiesa autentica. Con questo vogliamo esprimere, in particolar modo alla gerarchia ecclesiastica, la nostra richiesta per una comunità trasparente, accogliente, onesta, invitante, comunicativa, accessibile, gioiosa e interattiva. Una Chiesa credibile è proprio quella che non ha paura di mostrarsi vulnerabile. Per questo, la Chiesa dovrebbe esser solerte e sincera nell’ammettere i propri errori passati e presenti, presentandosi come formata da persone capaci di sbagli e incomprensioni”.

“Tra questi errori – si legge ancora nel testo -, occorre menzionare i vari casi di abusi sessuali e una cattiva amministrazione delle ricchezze e del potere. La Chiesa dovrebbe continuare nel rafforzare la sua politica di tolleranza zero all’interno delle proprie istituzioni, e così riconoscendosi umile e umana potrà aumentare la propria credibilità e la capacità di entrare in empatia con tutti i giovani del mondo. Tale atteggiamento da parte della Chiesa costituirebbe già una grande differenza rispetto a quelle istituzioni e autorità verso le quali i giovani di oggi, nella maggior parte dei casi, già non nutrono alcuna fiducia.

In sostanza, si può concludere, “La Chiesa attira ancor più l’attenzione dei giovani attraverso il suo radicarsi in Gesù Cristo. Cristo, infatti, è quella Verità che rende la Chiesa diversa da qualsiasi altro gruppo secolare nel quale essi potrebbero identificarsi. Per questo motivo, chiediamo alla Chiesa di continuare a comunicare la Verità sotto la guida dello Spirito Santo”.

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